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COSTA D’AMALFI - Dura la vita per l’aspirante scrittore(-trice) se nasci nella semi-alfabetizzata provincia italiana. Pericoloso avventurarsi sul sentiero ostile della carriera letteraria, infarcito di incomprensioni, volontariato e sguardi assenti. Duro se non si è disposti ad incanalare il proprio talento al servile giornalismo da strapazzo, gossiparo o, al limite, sportivo. O dilettarsi nella amara arte dell’internautismo più o meno anonimo.
L’emigrazione in tempo di crisi e di ostinate propensioni all’intellettualità più integralista, non è una scelta, bensì una necessità. E quando un talento di queste terre trova (sa trovare) l’opportunità di un canale di comunicazione (ben lontano da qui, ovviamente), non possiamo tacerne.
Tra vite livide ed insipide, quando ogni ipotesi di futuro (peraltro in prognosi riservata) finisce con una dissolvenza sul nero, due giovani votati versi un conciliante, quanto cronico, pessimismo trovano una via d’uscita anticonvenzionale alle loro esistenze. In una città che appare troppo grande (Torino ?) ed inaccogliente ma che ha l’unico merito di ospitare l’autobus numero 19, Jacopo e Mara intrecciano le loro vite quasi per caso. Li unirà un progetto comune legato ad un originale progetto legato all’idea di una crisalide, ma li unirà soprattutto l’istintiva energia che libera la speranza.
Esordisce con “Crisalide” la trentenne minorese Alessia Apicella (alias Amalia Estremi), racconto edito dalla neonata casa editrice Compagine, un centinaio di pagine per narrare le frustrazioni e gli auspici di una generazione senza riferimenti e reddito fisso, ma con un grande quantitativo di creatività in esubero. Un pamphlet ragionato sui tic e le aspettative di una flotta di ex-giovani che rimangono tali oltre la rigidità dell’anagrafe. Resistendo alla tempesta della crisi, o, più probabilmente, navigandoci sopra. Lo fanno due metafore della generazione “Y”, manifesto degli Japochi e delle Mare che abitano monolocali in affitto, arrangiandosi tra stirerie, dog e baby sitteraggi, che si vestono ai mercati o a “Piazza Italia” e sopportano confronti impari con parenti o amici familisti e benvestiti. Sono gli invisibili precari di un’età di mezzo, figli troppo orgogliosi per fare i disonesti e/o i mantenuti, che attraversano un tempo senza margine, tra l’adolescenza e l’adulto, la crisalide appunto.
Su una struttura narrativa, quella delle due voci narranti in prima persona, piuttosto abusata (da “Porci con le ali” al più recente “L’eleganza del riccio”), Amalia ci racconta la sua vicenda mostrando padronanza di scrittura, (gli giovano gli studi filosofici) fino all’ostentazione di uno stile che a volte trabocca in un linguaggio “di maniera”. Mescola e rimescola i pensieri dei protagonisti, tracciandone un profilo psicologico che ricorda qualche personaggio della Nothomb (o il saccente De Carlo degli ultimi tempi) e che rivela un paziente lavoro di riflessione tradendo, senza pudore, velate, autoironiche, note autobiografiche.
Aldilà di alcune convenzionalità della sceneggiatura (l’incontro sul bus, la mostra, il lieto fine), Amalia non scivola mai nella banalità grazie alle sue acrobazie verbali, all’uso acutissimo del sinonimo e della esuberante aggettivazione delle scene; il racconto sorprende e incuriosisce, si legge tutto in una volta per poi rileggerlo lentamente e capirlo davvero.
Amalia, anzi Alessia, viaggiatrice instancabile del e al tempo della crisi, mentalmente libera almeno quanto eroicamente coraggiosa, sta imparando dalla vita a districarsi nel difficoltoso mestiere del romanziere. Si impara l’arte perché qualcosa da parte, di questi periodi, bisognerà pur mettere. Se avrà la sorte di proseguire rimembri che, a mio modesto parere, il suo debutto è interessante, ma direi meglio, promettente. E non dimentichi quello che già ella scrive: “La crisi è anche questo: rimpiangere vecchie metafisiche, avere storie tragiche ma non gloriose”.
Christian De Iuliis
chrichristian@virgilio.it – www.christiandeiuliis.it
N.B.: Il libro “Crisalide” è stato distribuito dalla casa editrice Compagine in costa d’Amalfi in qualche centinaio di copie, durante le ultime festività natalizie. Se avrete fortuna, potrete ancora trovarne una copia nelle edicole o nelle librerie della vostra cittadina. Oppure richiederlo online al sito www.edizionicompagine.com
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