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Riassunto della puntata precedente: Nel 2023, durante la pre-era glaciale, la costa d’Amalfi è diventata una colonia spartita tra i tedeschi e i cinesi che costruiscono giganteschi grattacieli. Il governo, causa crisi, ha varato leggi rigidissime, i negozi hanno chiuso tutti i battenti, tranne pochi eroici tra i quali la storica merceria davanti alla grande piazza. Ma ora stava arrivando la Guardia di Finanza.
II PUNTATA - LA VERA STORIA DEL SIG. MARTINO
Quel giorno di Febbraio attraversai per caso la grande piazza, improvvisamente, dopo 30 giorni ai “domiciliari” mi era venuta voglia di rivedere il mare. Mi ricordavo che da un punto della piazza, in un angolo, spostando leggermente un cartello pubblicitario e due finti orci romani di plastica, si poteva ancora intravedere il mare. La vista della massa oleosa, galleggiante, ai piedi della piattaforma petrolifera della Deutsche Oil, mi rasserenò l’anima. L’odore del gasolio appena raffinato misto alle esalazioni dei rifiuti tossici appena stoccati sulla banchina, mi penetrò nelle narici e giù fino ai bronchi spalancandomeli come il più efficace degli aerosol.
Mentre ero là a godermi lo spettacolo della natura, notai una strana agitazione, cinque volanti piene di uomini in divisa grigia stavano accerchiando la piazza, uno stoico vigile con un copricapo colbacco, regolava le operazioni di sosta. Per primo scese quello che doveva essere il capo che cominciò a dare indicazioni: posizionò subito alcuni suoi uomini all’uscita del vicolo, per bloccare eventuali vie di fuga, poi sollecitò le operazioni ad uno grosso che estrasse la pistola d’ordinanza e si nascose dietro ad un divieto di sosta, pronto a fare fuoco. Quindi tirò fuori dei documenti per controllare bene l’indirizzo. Intanto la signora Lea nella sua merceria, ignara di tutto, stava staccando vecchi francobolli già viaggiati, li recuperava, poi li smacchiava con un composto di sua invenzione e quindi li rivendeva ai nostalgici delle poste tradizionali.
Avevo conosciuto la signora Lea circa dieci anni prima, per un piccolo incarico, piuttosto singolare, per una modifica al suo negozio. In quell’occasione ebbi la fortuna di incontrare pure il marito della titolare, il vecchio Martino, reduce, a suo dire, della guerra civile spagnola: arruolatosi nel Gruppo Truppe Volontarie, raccontava di aver combattuto, nel 1936, per la liberazione dell’isola di Majorca contro la legione del comandante repubblicano Alberto Bayo. Ferito al braccio destro tornò a casa a nuoto, riemergendo a Marsala (come Garibaldi), poiché nuotando solo con il sinistro non era riuscito ad andar dritto. Ma c’erano molti dubbi su quella versione dei fatti. Fatti i debiti conti, Martino avrebbe dovuto avere a quel tempo, circa 97 anni. Inoltre, la moglie, quando Martino raccontava le sue gesta, scuoteva rassegnata il capo.
Un giorno la signora Lea mi chiamò da parte e mi raccontò la storia vera: Martino era sempre stato un anti-militarista, semi-anarchico, persino renitente alla leva. Quando nel ’40 i fascisti lo vennero a prelevare di forza, lui si era finto cieco. Ad armistizio firmato raccontò di un apparizione in sogno di San Bartolomeo, che lo aveva miracolato.
Il negozio lo aveva ereditato dal padre che lo aveva ereditato dal nonno. Il padre vendeva il ghiaccio in estate e il carbone in inverno. Lui aveva riconvertito e per molti anni aveva fatto un po’ di soldi smerciando pezze e tessuti (in devozione di San Bartolomeo protettore dei sarti). Dopo la rivoluzione dei costumi del 1968, Martino era stato il primo a commerciare giornaletti porno, che lui si vantava di non aver mai sfogliato, neanche per curiosità. Per più di 70 anni, Martino aveva goduto sempre di ottima salute. Solo una bronchite nel 1986, curata con le sue vecchie pezze, opportunamente riscaldate. Finché il 24 Agosto dell’anno 2007, Martino, mentre stava montando un festone per festeggiare il suo santo preferito, cadde dalla scala fratturandosi il femore. Da quel dì, Martino viveva su una vecchia sedia in legno di noce con braccioli e sedile in paglia. La moglie lo aveva sistemato dinanzi all’ingresso, funzionava anche da portiere e per informazioni in genere. La gente si fermava a chiedergli notizie sul tempo, i numeri al lotto o di raccontargli la storia del comandante Bayo e dei nazionalisti franchisti, che Martino narrava arricchendola sempre di nuovi dettagli e senza smarrire mai la sua consueta allegria. Con qualsiasi condizione atmosferica, Martino era là e là sarebbe rimasto per tutta la vita se un disgraziato giorno il comune, causa la crisi, cominciò a considerare la presenza di Martino e della sua sedia alla stregua di un “occupazione permanente di suolo pubblico” e quindi ad esigere i tributi dovuti, compresa la tassa per lo smaltimento rifiuti, come da apposita delibera. Martino aveva resistito per anni, rispedendo al mittente la cartella esattoriale, finché Equitalia, per riscuotere il dovuto, gli aveva sequestrato il figlio minore chiedendogli gli arretrati come riscatto. Per questo motivo nell’Aprile del 2014, la signora Lea aveva deciso di pagare, riscattare il rampollo e trovare una soluzione per il consorte. Intanto, da quando quattro agenti della “tributaria” lo avevano sollevato di peso e trasportato all’interno della merceria, Martino viveva tra le derrate alimentari e il reparto calze da donna. Non riusciva più a parlare con nessuno e sorrideva raramente. Fu così che si decise di aprire un finestrino dall’interno del negozio, così Martino, sempre da seduto, avrebbe potuto guardare fuori e tornare a parlare con i passanti delle previsioni del tempo o della guerra di Spagna.
Io fui chiamato a preparare la pratica edilizia.
(continua - 2)
Christian De Iuliis
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